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10.042012

Così l’intervento sulle partite Iva può far scattare il doppio salto verso il tempo indeterminato

in Lavoro

Al fine di razionalizzare il ricorso alle collaborazioni rese da titolari di partita Iva, il Ddl Fornero introduce la presunzione che tali prestazioni siano da considerarsi rapporti di collaborazione coordinata e continuativa qualora ricorrano almeno due dei seguenti presupposti:

Al fine di razionalizzare il ricorso alle collaborazioni rese da titolari di partita Iva, il Ddl Fornero introduce la presunzione che tali prestazioni siano da considerarsi rapporti di collaborazione coordinata e continuativa qualora ricorrano almeno due dei seguenti presupposti: (i) che la durata della collaborazione sia superiore a sei mesi nell’arco di un anno solare; (ii) che il corrispettivo derivante da tale collaborazione, anche se fatturato a più soggetti riconducibili al medesimo centro d’imputazione di interessi, superi la misura del settantacinque per cento dei corrispettivi complessivamente percepiti dal collaboratore nell’arco dello stesso anno solare; (iii) che il prestatore abbia la disponibilità di una postazione di lavoro presso il committente. Una presunzione che vale fino a prova contraria da parte del committente, al quale spetta l’onere di dimostrare la genuinità del rapporto di lavoro autonomo. Il disegno di legge prevede che le novità sulle partite Iva si applichino solo ai rapporti instaurati successivamente all’entrata in vigore della riforma, mentre per quelli già in corso le disposizioni trovano applicazione decorsi 12 mesi dall’entrata in vigore della legge. Si chiarisce, inoltre, che le nuove regole sul lavoro a progetto e sul lavoro occasionale non si applicano alle sole prestazioni professionali riconducibili alle attività per l’esercizio delle quali è necessaria l’iscrizione in appositi albi, ferma restando la possibilità per i professionisti abilitati di svolgere, sotto forma di collaborazione coordinata e continuativa, attività diverse da quelle per le quali è necessaria l’iscrizione.

(Il Sole 24 Ore – 7 aprile 2012 – pag. 6)